NASCE L’OFFICINA DI CURA POPOLARE
- Admin#
- 21 mar
- Tempo di lettura: 3 min

NON CI BASTA L'INDIGNAZIONE, LA DENUNCIA, VOGLIAMO AGIRE LA
NOSTRA VISIONE DI SALUTE E CURA COME PRATICA POLITICA
TRANSFEMMINISTA.
Siamo un gruppo eterogeneo di persone attiviste degli spazi sociali, operatrici sanitarie,
professioniste della salute, da mesi discutiamo di salute, sanità e di cura. Ci accomuna la
consapevolezza che il diritto fondamentale alla salute, sancito dall'articolo 32 della nostra
Costituzione, è ridotto sempre più a privilegio per pochi.
Il percorso dell'Officina di Cura Popolare inizia lo scorso primo maggio, durante
l’occupazione degli ex-poliambulatori di Via Monte San Michele, dove in una partecipata
assemblea cittadina si è manifestata la necessità di costruire una nuova pratica di lotta e di
conquista di diritti in città.
L’abbandono e la svendita dei poliambulatori è una fotografia di quello che sta accadendo al
nostro servizio sanitario pubblico.
La commercializzazione della salute, la privatizzazione della sanità pubblica hanno
peggiorato la qualità della nostra vita.
Sempre più persone rinunciano alle cure o sono costrette a pagare.
Da anni assistiamo alla riduzione dei servizi di prossimità e al depotenziamento delle
prestazioni offerte, soprattutto dei centri di salute mentale e dei consultori.
Siamo sempre più lasciatɜ solɜ, una solitudine che si fa macigno quando si sta male, quando
non si trovano le risposte. Noi vogliamo scalfire questa solitudine attraverso l’empatia
propria del senso di comunità, così disincentivata dall’individualismo delle scelte politiche.
La continua riorganizzazione dei servizi sociosanitari va spesso a discapito dellɜ cittadinɜ,
non sempre funziona la comunicazione tra servizio e bisogno per cui risulta difficoltoso
capire dove e a chi rivolgersi. Quando riusciamo finalmente ad accedere ai servizi, la logica
meramente prestazionale da catena di montaggio, ostacola l'ascolto attivo e non valorizza la
relazione come pratica curante.
Per questo vogliamo sperimentare uno ‘spazio curante’, laico, non giudicante,
accogliente, che stimoli la fiducia reciproca, per condividere le difficoltà, i saperi, per far
emergere il bisogno di salute della nostra comunità.
Uno spazio autogestito che non si sostituisce ai servizi territoriali e che non ha la pretesa di
avere risposte a tutto.
Vogliamo essere uno strumento a disposizione delle persone in difficoltà, in particolare
le più marginalizzate, meno tutelate, per superare gli ostacoli nella fruizione del diritto
alla cura.
L'accesso all'Officina di Cura Popolare è libero e gratuito.
Oltre allo sportello di orientamento ai servizi territoriali sociosanitari di Reggio Emilia
esistenti, saranno aperti due sportelli di supporto e ascolto: Salute sessuale e salute
riproduttiva; Salute psicologica/ relazionale
Partiamo da questi due aspetti della nostra vita, sempre più penalizzati dal servizio
sanitario pubblico e sempre più appannaggio del privato.
La salute sessuale, l’educazione all'affettività e al consenso, la rivendicazione dei diritti
riproduttivi sono una priorità per liberarci dal controllo patriarcale sui nostri corpi di donne e
soggettività lgbtqia+ . Vediamo come oggi il diritto all'autodeterminazione che passa anche
per percorsi sanitari, come l’aborto e la transizione di genere, sono nel mirino di politiche
reazionarie e violente di questo governo.
Il disagio psichico/relazionale è in crescente aumento, soprattutto tra i giovani e tra chi vive
una vita precaria. Mentre viviamo in un mondo sempre più frenetico, colpito dalla crisi
climatica, da guerre e dove le persone si sentono isolate e insicure, i servizi di salute
mentale vengono ridotti e depotenziati.
Non esiste lo psicologo di base e le risorse pubbliche si limitano al bonus psicologo, misura
del tutto insufficiente.
Desideriamo costruire una relazione che permetta la libera espressione dei bisogni, dei
desideri, delle curiosità, favorire una maggior consapevolezza e la possibilità di una piena
autodeterminazione.
L'officina di cura popolare è un progetto politico che vuole fare inchiesta sui bisogni di salute
e promuovere una risposta di salute collettiva che necessariamente coinvolge la comunità e
considera la salute come bene comune.
Ci trovate a Casa Bettola, uno spazio che non è fatto di sole mura ma di mutualismo, di
connessioni che permettono la vita di una comunità solidale.
Da questo spazio partiamo ma con l'ntento di essere un punto di riferimento per tutta la città,
per costruire insieme una risposta alle mancanze del SSN e risignificare la salute pubblica per
tuttɜ.
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